L'Istituto Collodi di Bovezzo

A seguito dell’adesione della Scuola Primaria Carlo Collodi al progetto De.C.I.So., è stato possibile in data 12 Aprile 2013 prendere visione degli spazi ed eseguire alcuni rilievi fonometrici all’interno degli stessi.

Il complesso si colloca in una zona prevalentemente residenziale e si affaccia su una via di traffico interna e non interessata da flusso intenso, se non quello relazionato proprio all’attività scolastica. Le prime due immmagini a sinistra sono state tratte dalla zonizzazione acustica adottata dal Comune di Bovezzo.

Anzitutto si è volta l’attenzione in modo particolare all’edificio di meno recente costruzione, essendo esso completamente sprovvisto di trattamenti fonoassorbenti (a differenza del cosiddetto edificio nuovo, che presenta un trattamento completo a soffitto). D’altra parte, per l’esperienza accumulata fino ad ora, gli edifici realizzati negli ultimi anni spesso non soddisfano i requisiti d’isolamento acustico altrettanto bene rispetto a quelli più datati.

L'individuazione del locale

Inizialmente è stato pertanto individuato un locale idoneo all’inserimento di uno studente ipoacusico nell'edificio meno recente. In particolare la sessione preliminare di rilievi ha riguardato un’aula al piano primo, adiacente al locale destinato alle attività informatiche, che si affaccia sul cortile interno. I criteri utilizzati per scegliere un'aula che fosse un buon compromesso sotto differenti punti di vista sono ancora quelli già presentati qui.

In una fase successiva della collaborazione con il Comune (luglio 2014), è stato richiesto di attuare gi interventi di bonifica in un'aula del piano terra. Questo perchè la scuola non è dotata nè di elevatore nè di servoscala e la finalità è quella di ottimizzare uno spazio in grado di contrastare le barriere architettoniche di ogni tipo, siano esse di ostacolo alla comprensione che alla mobilità. Come già fatto in precedenza, sono state esclusi tutti i locali che affacciano sul parcheggio, anche a causa dell’estesa porzione vetrata che li caratterizza. L'aula scelta pertanto è collocata al piano terra e corrisponde esattamente all'aula di informatica.

    

In questo modo è possibile contenere gli svantaggi e usufruire ancora di alcuni aspetti favorevoli.

SVANTAGGI VANTAGGI
- è collocata al piano terra e quindi risentirà del rumore di calpestio verticale proveniente dal piano soprastante; - l'aula al piano di sopra è utilizzata saltuariamente e quindi la trasmissione diretta potrebbe essere minore rispetto a scegliere un qualsiasi altro locale al piano terra;
- affaccia sull'atrio, ambiente per sua stessa natura rumoroso e spesso anche molto riverberante; - ha una forma allungata che in genere viene considerata più favorevole rispetto alla forma quadrata che comporta problemi legati ai modi propri di vibrare della stanza;
- è collocata tra altri due locali adibiti ugualmente ad aula scolastica e quindi utilizzati per i medesimi intervalli di tempo. - è in una posizione riparata rispetto al fronte stradale, che seppur limitato, è certamente la maggior fonte di rumore ambientale;
  - ha un'altezza maggiore rispetto ai locali del primo piano e sarà quindi più semplice intervenire.

 

Per quanto riguarda i dati rilevati per il locale al piano primo, che potranno essere utilizzati comunque come confronto, si veda qui.

L'aula del piano terra

In data 11 luglio 2014 si è svolto presso gli uffici del Comune di Bovezzo un incontro per discutere e valutare la possibilità di eseguire un intervento di bonifica per il miglioramento della qualità acustica in un’aula differente rispetto a quella indicata dai tecnici acustici. Come già anticipato, essa presenta una forma più allungata rispetto ad altre e un buon sviluppo in altezza, tale da predisporre una bonifica in termini di controsoffitto piano (cosa che non poteva essere valutata per l'aula scelta in precedenza).

I rilievi sono stati eseguiti in data 16 luglio 2014 e hanno riguardato:

- il tempo di riverberazione dell’aula in esame (LOCALE 50);

- il livello di rumore di calpestio verticale dall’aula posta al piano superiore (AULA VIDEO);

- l’isolamento acustico dagli spazi adiacenti (LOCALE 49, LOCALE 51, ATRIO).

È stato ritenuto non necessario procedere alla verifica dell’isolamento di facciata perché il locale è protetto dal fronte stradale e non presenta porzioni vetrate contigue rispetto alle aule adiacenti (dalle quali potrebbe entrare il rumore degli altri locali) come mostrato in figura.

Il Tempo di Riverberazione

I valori misurati e posti a confronto con le normative di riferimento sono riportati di seguito. Come si vede, è certamente raccomandato un intervento atto a ridurre i valori rilevati, perché essi non solo non si addicono ad ospitare uno studente con deficit uditivo (secondo il BB93), ma neppure soddisfano la legislazione vigente (D.M. 18/12/1975).

Rispetto all’aula scelta in precedenza, l’andamento è leggermente superiore, ma in un intervallo di frequenze in cui i comuni materiali fonoassorbenti lavorano bene e assicurano buone prestazioni.

I requisiti passivi

Per quanto riguarda le verifiche delle partizioni edilizie, è stato anzitutto preso in esame il livello di calpestio, che nel caso dell'aula al piano superiore non necessitava di verifica. Di seguito si riportano gli indici unici dei descrittori analizzati.

 

Prestazione di base

Prestazione Superiore

Valore misurato

Note

Descrittore del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato fra ambienti sovrapposti della stessa unità immobiliare, L’nw [dB]

al massimo 63

al massimo 53

73

Dall’aula video

Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti adiacenti della stessa unità immobiliare, DnT,w [dB]

almeno 45

almeno 50

45

Dall'aula adiacente (locale 49)

Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti adiacenti della stessa unità immobiliare, DnT,w [dB]

almeno 45

almeno 50

47

Dall'aula adiacente (locale 51)

Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti adiacenti della stessa unità immobiliare, DnT,w [dB]

almeno 45

almeno 50

27

Dall’atrio

Il livello di calpestio misurato è decisamente superiore al limite previsto. Questo trova parziale compensazione dal fatto che l’aula corrispondente al piano superiore è utilizzata in modo solamente sporadico e non a tempo pieno. La trasmissione per via solida avviene però anche dalle aule adiacenti del piano primo e quindi il disturbo è solo in parte contenuto. Si raccomanda almeno l'uso dei tappi in gomma su ciascuna sedia e su ciascun banco di tutte le aule del primo piano.

Per quanto riguarda invece l’isolamento per via aerea dai locali posti al piano terra, i valori misurati sono più che sufficienti. Essi inoltre, miglioreranno certamente una volta sostituite le porte di accesso alle aule. Si precisa che la verifica tra l’aula in esame e l’atrio non rispetta esattamente le prescrizioni per la procedura di verifica, ma è stata eseguita per fornire un’indicazione delle prestazioni della porta, depurate il più possibile dalla presenza della parete opaca.

 

Proposte d'intervento

L’aula individuata al piano terra presenta alcuni vantaggi rispetto ai locali posti sullo stesso piano, ma alcune criticità considerando la globalità dell’edificio. Queste ultime in particolare vengono riassunte nella tabella seguente.

CRITICITA'

PROPOSTE

Tempo di riverberazione elevato.

Inserimento di un controsoffitto piano in lastre  60x 60 cm di materiale fonoassorbente ribassato quanto più possibile compatibilmente con la presenza degli avvolgibili.

Livello di rumore di calpestio troppo alto.

Le problematiche inerenti i requisiti acustici passivi difficilmente sono risolvibili a posteriori.

In questo caso la presenza del controsoffitto da installare nel locale al piano sottostante potrebbe ridurre la trasmissione di rumore che viene emessa dal solaio comune. Questo potrebbe funzionare ancora meglio se nell’intercapedine tra soffitto e lastre fonoassorbenti, venissero inseriti ulteriori pannelli in corrispondenza del perimetro.

Si sottolinea comunque che la presenza del controsoffitto non risolve la trasmissione per via solida. Si raccomanda di mantenere l’aula al piano superiore con finalità che le permettano di essere utilizzata solo saltuariamente. Inoltre si suggerisce di dotare ogni banco e ogni sedia delle aule del piano primo nell’angolo di edificio in questione di tappi in gomma.

Presenza di porta a doppio battente con sopraluce.

La porta di accesso all’aula presenta alcune problematiche generali (apertura verso l’interno; rispetto delle dimensioni minime solo aprendo entrambe le ante) e alcune prettamente nel campo acustico (trasmissione elevata di rumore attraverso il sopraluce, presenza di numerose fessure).

Il doppio battente andrebbe se possibile sostituito da una porta a singola anta. Questo permetterebbe di ridurre il perimetro totale su cui devono lavorare le guarnizioni.

Si raccomanda la scelta di una porta di legno massello (con massa ragionevolmente più elevata rispetto a quella attuale), dotata di sistema a ghigliottina per la fessura con il pavimento e possibilmente anche di molla di richiamo.

Se possibile infine, si consiglia di chiudere il sopraluce.

La parete finestrata

Come già detto, la collocazione dell’aula è sufficientemente riparata rispetto all’asse stradale e anche in buona esposizione rispetto al rumore che può entrare dalle aule adiacenti. Si raccomanda però di pianificare l’utilizzo del cortile e dei locali che vi si affacciano in modo da arrecare il minor disturbo possibile.

Nell’eventualità di sostituire le finestre si raccomanda di scegliere vetri multistrato con intercapedine, in cui le varie lastre abbiano spessori differenti (ad esempio 4.4.1 e 6.6.1). Questo limita il fenomeno per cui vetri tutti del medesimo spessore permetteranno ad un preciso intervallo di frequenza di attraversarli senza alcuna fatica.

La bonifica della riverberazione

Il primo intervento di bonifica è stato attuato nel locale 50 (aula del piano terra) e ha previsto l’installazione di un controsoffitto piano tipo Tonga della Eurocoustic da 40 mm di spessore in lastre 600 x 600 mm di colore bianco.

In Figura è possibile confrontare il locale prima e al termine dei lavori di bonifica, dove anche il sistema d’illuminazione è stato modificato. Esso in particolare ha previsto la sostituzione delle quattro plafoniere a doppio neon (2 x 36 W) con sei placche a quadruplo neon (4 x 18 W). I tecnici hanno dunque provveduto al collegamento separato di quattro di queste per evitare fenomeni di eccessiva illuminazione e affaticamento visivo, mantenendo così invariata la potenza complessiva.

L’intero intervento eseguito da elettricisti e posatori ha richiesto meno di due giornate di lavoro.

Il controsoffitto è stato correttamente posato al di sopra del limite superiore dei cassonetti per gli avvolgibili, ma allo stesso tempo è stato possibile contenere la trave strutturale che passava tra il LOCALE 50 e il LOCALE 51, costituendo un ponte acustico tra le due aule. L’intercapedine ottenuta con la posa del controsoffitto è di circa 15 cm.

Le verifiche sperimentali

 

Le verifiche sperimentali sono state eseguite il giorno 11 settembre 2014 e hanno previsto una sessione di misure per la determinazione del tempo di riverberazione attraverso una sorgente di rumore impulsivo. Le prove sono state eseguite da personale specializzato e seguendo i criteri dettati dalla normativa di riferimento (UNI EN ISO 3382-2).

I valori determinati e mediati nello spazio sono riprodotti nel grafico seguente (linea spezzata viola). Nel medesimo diagramma è possibile confrontare i riferimenti di cui si è tenuto conto oltre che il miglioramento ottenuto rispetto alle misurazioni precedenti (dalla spezzata blu a quella viola per ciascun valore di frequenza).

In modo particolare, è ora possibile il rispetto non solo dei limiti legislativi, ma anche dei valori suggeriti dalla normativa italiana. Purtroppo questo intervento non è sufficiente anche al soddisfacimento delle indicazioni fornite dal testo inglese per ambienti scolastici che ospitino uno studente audioleso.

Una valutazione utile può essere fatta considerando i valori del coefficiente di assorbimento acustico apparente fornito dal produttore. Utilizzando questi valori è stato possibile prevedere il tempo di riverberazione che sarebbe dovuto essere presente al termine dell’intervento.

Si nota che i valori previsti da calcolo sono abbastanza attendibili a meno di un intervallo di frequenze comprese tra gli 800 e i 1600 Hz. Questo è il risultato di un comportamento anomalo che l’ambiente in esame presentava già prima dei lavori e che purtroppo la bonifica non ha risolto. I valori per queste bande di frequenza sono comunque più che accettabili se confrontati con i limiti considerati.

Dal punto di vista del miglioramento acustico, i lavori eseguiti sono certamente di notevole vantaggio per chi usufruirà del locale (tanto gli studenti quanto gli insegnanti).

Occorre però precisare che sarebbe opportuno integrare tale intervento con alcune ulteriori bonifiche. In primis si suggerisce la posa di alcuni pannelli fonoassorbenti a muro (tipo ed estensione da determinare) per la correzione dell’anomalia centrata a 1000 Hz. Seppur non grave, essa è comunque da non sottovalutare in quanto l’andamento del tempo di riverberazione non è costante, proprio in un intervallo di frequenza di primaria importanza per l’intelliggibilità del parlato.

Compatibilmente con la disponibilità economica si suggerisce di valutare la sostituzione della porta e dei serramenti. Si raccomanda inoltre la posa di pannelli sospesi fonoassorbenti anche in atrio.


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Progetto De.C.I.So.
A cura di Anna Marchesini
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